Villa Cordano, ex Istituto Artigianelli, in via Parini, Genova

Recupero per realizzazione di centro socio-assistenziale
Villa Cordano in via Parini, Genova
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  • Villa Cordano in via Parini, Genova - Pianta piano terra Villa Cordano in via Parini, Genova - Pianta piano terra
  • Villa Cordano in via Parini, Genova - Pianta piano secondo Villa Cordano in via Parini, Genova - Pianta piano secondo
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  • Villa Cordano in via Parini, Genova - Sezione Villa Cordano in via Parini, Genova - Sezione
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Committente: Fondazione Opere Pie Riunite di Genova

Cronologia: Progetto: 2013-in corso

 

Progetto Architettonico: Gallarati Architetti

Strutture: Massimo Corradi

Impianti: Marco Rivara, Antonio Bassi

 

Villa Cordano è una villa d’origine seicentesca, rimaneggiata a più riprese nel corso dei secoli, fino ad assumere la sua attuale conformazione intorno agli anni´30, quando fu trasformata in collegio del Pio Istituto Artigianelli, fondato da don Montebruno. Si tratta di un immobile di circa 3500 mq distribuiti su sei piani, con spazi esterni di pertinenza. L’edificio ha destinazione urbanistica a servizi pubblici e categoria catastale di collegio-convitto.

Villa Cordano è soggetta a vincolo monumentale (D.Lgs. 42/2004 - Codice dei beni culturali e del paesaggio, titolo II) e sottoposta a richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza.

 

L’immobile è di proprietà della Fondazione Opere Pie Riunite di Genova, di cui è presidente il cardinale Angelo Bagnasco, che intende recuperarlo al fine di concentrare in un’unica struttura una serie di attività di carattere socio-assistenziali attualmente dislocate in diverse parti della città. La villa diventerà perciò un contenitore di iniziative di carità e un punto di riferimento per l´intera Diocesi. Le attività previste sono le seguenti:
- Piano terra: distribuzione abiti e attività per bambini;
- Piano primo: asilo nido per famiglie in difficoltà (già in funzione);
- Piano secondo: spazi comuni per le associazioni; sale riunioni e segreterie; locali per attività varie per ragazzi e persone con vari tipi di disabilità;
- Piano secondo ammezzato: alloggio suore;
- Piano terzo: spazi comuni per le associazioni; locali per attività varie per bambini e ragazzi con vari tipi di disabilità; sale riunioni e segreterie;
- Piano quarto: pensionato;
- Piani quinto: alloggi temporanei per famiglie bisognose.


Obiettivo del progetto è il recupero degli spazi interni dell’immobile ed il loro riutilizzo per attività socio-assistenziali di vario genere. L’intervento si pone nel suo insieme come recupero conservativo, con l’eliminazione – ove possibile – di elementi superfetativi realizzati nel tempo e che in alcuni casi compromettono la leggibilità spaziale dell’immobile, con particolare riferimento ad alcuni locali voltati dei quali si cerca di ripristinare l’unitarietà.

Fa eccezione la realizzazione di un impianto ascensore – reso indispensabile dal tipo di destinazione d’uso – che servirà tutti i piani dell’immobile e sarà inserito all’interno di un’area già molto rimaneggiata nel tempo, priva di volte in muratura o in canniccio, con strutture orizzontali in legno in parte già affiancate o sostituite da putrelle metalliche.

Al piano terra, l’intervento principale consiste nella realizzazione dell’ascensore e del corridoio di accesso ad esso. Al fine di preservare il lavatoio presente nel locale nord-ovest, infatti, è stato previsto di accedere all’ascensore dal locale voltato sud-ovest, con la necessità di realizzare un corridoio, in parte scavato all’interno del terrapieno. Oltre all’ascensore, al piano terra è prevista la riorganizzazione dei servizi igienici.

Al piano primo, il progetto prevede modifiche solo nel locale nord, attualmente in uso all’asilo, con la demolizione della scala in c.a. di collegamento con il piano secondo al fine di realizzare il vano ascensore e con alcune modifiche di distribuzione che ne conseguono.

Anche al piano secondo l’intervento principale consiste nella realizzazione del vano ascensore: è inoltre prevista la prosecuzione del solaio in corrispondenza della demolizione della scala di collegamento con il primo piano. In secondo luogo, il progetto prevede di ripristinare l’accesso principale storico della villa, ossia quello al centro del prospetto sud, tramite la realizzazione di una sorta di “bussola” nel primo tratto della galleria di collegamento con l’edificio in uso ad Anffas, a cui consegue l’eliminazione di alcune superfetazioni nel cortile sud-ovest. Nel cavedio su via Parini viene demolita la tettoia sopra la scaletta di collegamento con l’area servizi, con l’intenzione di eliminare una superfetazione e ripristinare l’unitarietà architettonica del cavedio. Gli altri interventi previsti al secondo piano consistono in migliorie distributive nell’area servizi nord-est e nel corridoio e nella realizzazione di un nuovo servizio igienico nella sacrestia.

Al piano secondo ammezzato sono previste alcune modifiche distributive, necessarie per la realizzazione di un appartamento per tre suore. Le tramezzature e i due nuovi servizi igienici verranno realizzati in locali con soffitti piani o nel sottoscala, mentre i locali voltati saranno liberati dalle superfetazioni e ne sarà ripristinata l’unitarietà. E’ inoltre prevista la realizzazione di due nuovi varchi in murature portanti e l’allargamento di una finestra sul cavedio.

Al terzo piano, oltre alle opere connesse al vano ascensore, l’intervento principale consiste nella realizzazione di una scala di sicurezza metallica esterna, con sbarco sul terrazzo a nord, necessaria per adeguare l’edificio alle norme antincendio; per accedere alla scala viene trasformata una finestra in porta finestra. Al fine di limitarne la visibilità dall’esterno, la scala è stata posizionata il più possibile vicino alla galleria di collegamento con la cantoria della chiesa. Al terzo piano il progetto prevede inoltre il frazionamento dei locali sud-ovest ed ovest, entrambi non voltati, e la ridistribuzione del blocco servizi a nord-est.

Al piano quarto, il progetto prevede i minimi interventi necessari per adeguare i locali ad ospitare un pensionato. In particolare il locale a nord est con volta in canniccio sarà liberato dalle tramezzature e destinato in forma unitaria a cucina. Gli altri interventi riguardano la razionalizzazione di servizi igienici ed alcune tramezzature di locali non voltati.

Per il piano quinto, da destinare ad alloggi temporanei, dotati ciascuno di servizi igienici ed angolo cottura, il progetto prevede ancora l’eliminazione di alcune superfetazioni, in modo da ricondurre ad unità i locali voltati in canniccio; la riorganizzazione del corridoio e degli spazi distributivi; la suddivisione di locali non voltati e dell’unico locale con volta a falde piane, angolo sud ovest, per ricavare due nuovi alloggi.

Infine il piano sesto, sottotetto, sarà destinato a volume tecnico ed ospiterà l’extra corsa ed il locale macchine in sommità al vano ascensore.